Ancora una recensione: ma come? Io che non amo parlare di libri, soprattutto perché non ne sono capace! 
Questo di cui parlo è un romanzo breve o racconto lungo di Paola D'Agostino, Largo delle Necessità, che amo particolarmente e che lessi mentre mi stavo trasferendo dalla capitale portoghese. Un libro che mi ha fatto incrociare persone molto belle come Paola, João e Carmo. 
Ho quindi il piacere di riproporlo, lo scrissi nel 2012 su Psiche&Dintorni.

Ma c’è qualcosa qui, una strana alchimia che mescola il passato col futuro prossimo, che intreccia le facciate dei palazzi antichi, ceramica e azzurro intessuti nel disegno a specchi dei grattacieli, costruiti l’altro ieri, con il treno super-veloce che attraversa il ponte in due secondi, mentre più in là, a due bracciate, un altro ponte cade di usura.”(pag.15)

Largo delle Necessità di Paola D’Agostino.

Siamo a Lisbona, quattro personaggi, quattro stagioni. Protagonista: la città e la ricerca di identità, incessante.

Un fadista che viene dalle Azzorre e che canta per espiare colpe forse non sue e per non permettersi il lusso di morire. Uno zingaro che viene dall’est col suo saxofono; la sua compagna, la ballerina stanca che giunge da una carovana in cerca di mariti, attraverso la penisola iberica. Una scrittrice che vorrebbe essere un pagliaccio, che viene da una città malata, da un altro sud, anch’ella in qualche modo stanca e disillusa.

Quattro personaggi che si muovono sullo sfondo di una città cadente e poetica e che col suo essere luogo di transito e di incroci, crocevia di vagabondare, diventa essa stessa protagonista, con la sua luce e il fluire del suo grande fiume. È una geografia ideale e tutta interiore, nella simbologia dei luoghi e nella loro toponomastica reinventata e verosimile e che danza idealmente, appunto, al suono delle Quattro Stagioni di Vivaldi.

A ben pensarci questa Lisbona è molto italiana, nel senso che è vista, filtrata e riletta da occhi e cuore italiani con tutti i classici del luogo comune del bel paese sulla città lusitana: il Fado, la poesia che intride le vie della città antica, il fiume, Pessoa e Tabucchi. Ma non è banale questa visione, né tanto meno scontata e piace molto anche ai portoghesi, in un gioco di specchi e rispecchiamenti poetici e narcisistici e di reciproche identificazioni e idealizzazioni. Mi ha ricordato molto la Lisbona di Wim Wenders o quella di Tabucchi, riproposta nel film di Roberto Faenza, “Sostiene Pereira”.
È un libro che si legge nello spazio d’un respiro, d’un fiato insomma, ma che non si finisce mai di leggere, nel senso che ad ogni rilettura è possibile trovare nuove sfumature, nuovi sensi, nuove chiavi: intenso e musicale, assolutamente poetico, insomma!
E la musica è presente anche nella lingua, poetica, simbolica e assolutamente danzante, come un Rondò.

Mi piace ripeterlo: è un racconto, forse una evocazione, di peregrinazioni marginali, di incessanti ricerche di identità diffuse, di viaggi dentro e fuori, di transumanze, di ricerche di senso. Sempre con lo sfondo che diventa figura, della città addormentata tra nebbiolina e luce abbacinante.

Largo delle Necessità di Paola D’Agostino

Editore: Orientexpress 2012
Collana: I coltelli
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8895007034
ISBN-13: 978-8895007038



Il libro è  tradotto in portoghese:

LARGO DAS NECESSIDADES  Paola D’Agostino                                      
Tradução: Miguel Serras Pereira
Editora: Fenda 
Colecção: Extra Fenda 
ISBN: 989-603-028-6

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