Racconto oggi di Silvia, di un colore, l'azzurro, di un blog il suo (di Silvia ma anche del colore) e di un romanzo che non è un romanzo erotico ma un ebook davvero accattivante. Ma andiamo per ordine.

Come incontrai Silvia? Mi imbattei in lei per puro caso in un blog che parlava di expat in Austria. All’epoca mi ero appena trasferita in Repubblica Ceca e pensavo che la vicinanza geografica col paese austriaco definisse anche una sorta di vicinanza culturale o spirituale o, che ne so, una qualsivoglia vicinanza. Niente di più sbagliato.
Ad ogni modo, incontrai questo post che trovai delizioso e divertente: raccontava un’esperienza di una improvvisata e improbabile insegnante di italiano. Mi ci sono subito riconosciuta e ho ammirato l’onestà intellettuale e lo stile ironico e tagliente di chi scriveva.
Quindi iniziai a seguire il blog di Silvia, azzurropillin e da lì a poco capii come mai scrivesse così bene: trattasi di una scrittrice!
Adoro soprattutto il suo stile schietto, immediato, a tratti caustico a tratti intimo, un po’ nevrotico e contorto e uno sguardo fuori dal coro.

 Tra l’altro volevo anche leggere il suo libello Childfree. Sono un mostro, non voglio avere figli, sull’assai esecrabile condizione delle donne che decidono in tutta libertà di non avere figli. Ancora non l’ho fatto ma lo farò. E fin d’ora, so che troverò molte assonanze e sintonie con Silvia.
Vengo dunque a parlare del suo ultimo romanzo, Non un romanzo erotico, che mi conquistò fin dal titolo e che lessi d’un fiato, qualche notte fa. Di leggere tutto d’un fiato mi capita raramente. Ricordo Stabat Mater di Tiziano Scarpa. Spesso mi succede(va) con Ammaniti, figlio. Essendo il padre, il neuropsichiatra, alquanto soporifero.

Non un romanzo erotico, è un romanzo breve o un lungo racconto. È un ebook dunque ho fatto fatica a capire l’effettiva lunghezza, nei termini classici di pagine). L’esperienza psicologica della lettura è quella di brevità, velocità.

Non sarà un romanzo erotico ma è sicuramente un romanzo ironico, leggero, divertente. Leggero ma non banale.
Non è nemmeno un romanzo esotico: racconta la vita di una trentenne incasinata d’oggi, alle prese con amori vecchi e nuovi e con un lavoro precario. Una storia contemporanea, attuale. Una lettura lieve ma non scontata, ironica e divertente.

Ester è una ragazza che ispira subito simpatia: incasinata, non convenzionale, non banale. Si trova in un momento ingarbugliato della sua vita e combina qualche pasticcio. Vive facendo la traduttrice di romanzetti erotici di quart’ordine ma che, a quanto pare, al giorno d’oggi vanno per la maggiore.

Azzeccato e con un effetto abbastanza surreale è il parallelismo tra mondo reale e mondo finto, posticcio, ai limiti del ridicolo, dipinto nel romanzo che la protagonista sta traducendo e che ogni tanto fa capolino nella storia. E si può cogliere, volendo, la differenza tra erotismo vero e pornografia; volendo essere proprio raffinati. L’eros vero nasce dal desiderio e non dall’esibizione o dalla prestazione. Questo è un assioma ancora valido, mi auguro.

Insomma, l’effetto paradossale è che la vita reale con le sue inevitabili smagliature possa essere più erotizzante e ispirare più desiderio del mondo patinato di un romanzo erotico, popolato da corpi perfetti in posizioni erotiche acrobatiche improbabili.

Non un romanzo erotico è il mio consiglio di lettura digitale estiva!
Ricordo che è disponibile solo in ebook e dunque riservato ai cultori del genere, ossia agli appassionati lettori immateriali.

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