Se dici Madredeus ad un lisboeta, sicuramente penserà ad un quartiere della città, non proprio centrale, che prende il nome dal convento che ivi si trova e che attualmente ospita il Museo Nazionale dell’Azulejo.
In Italia, invece, la mente corre subito ad un gruppo musicale, famosissimo negli anni novanta, grazie alla colonna sonora che realizzò per il  film di Wim Wenders,  Lisbon Stories.

Anch’io conobbi i Madredeus negli anni novanta, sulla scia del grande successo internazionale che ebbero e che fece apprezzare la musica popolare portoghese nel mondo. Parlo di musica popolare, perché quella dei Madredeus non può assolutamente definirsi Fado, sebbene ovviamente ne sia influenzata.
Era forse il primo contatto che avevo con la cultura lusitana, se non contiamo il romanzo “Sostiene Pereira” di Tabucchi, ambientato negli anni della dittatura e che lessi appena uscito, nell’ormai lontano 1994.
Mi ricordo anche che il fidanzato della mia amica stava facendo una tesi sulla rivoluzione dei garofani e si recò per qualche mese a Lisbona per completare il suo lavoro, e poi al ritorno ne raccontava estasiato.
Questi i miei primissimi contatti con la cultura lusitana e che mi affascinarono profondamente. Soprattutto mi ricordo le atmosfere rarefatte e struggenti che evocavano i Madredeus e la lingua… la lingua mi catturava con tutta la sua soavità.
Diversi anni dopo, molto di ciò che mi evocavano i Madredeus con la loro musica lo ritrovai in Portogallo. L’idea che mi ero fatta, in qualche modo, coincideva con quanto poi ritrovai.
Ed è strano che ci penso adesso, come se quella dei Madredeus fosse una musica della saudade, prima e dopo. Una musica senza tempo, una musica altamente simbolica, a tratti decisamente esoterica.
I Madredeus esistono ancora, però Teresa Salgueiro non è più la loro cantante, avendo intrapreso una carriera solista, a partire dal 2007, che l’ha vista molte volte in Italia.
I Madredeus nascono nel 1985, quando Pedro Ayres Magalhães, già bassista degli Herois do Mar, gruppo pop molto conosciuto in Portogallo, e Rodrigo Leão dei Sétima Legião, cominciano a provare le prime sperimentazioni a due chitarre, a loro si unisce anche il violoncellista, Francisco Ribeirio. Nel 1986 incontrano Teresa Salgueiro, che diventa l’indiscussa voce solista del gruppo. Il progetto diventa un gruppo, al quale viene dato il nome del luogo dove facevano le prove, e che è, guarda caso, proprio il convento di Madre de Deus. Alla fine del 1987 viene pubblicato il loro primo disco: Os dias da Madredeus. Seguono diversi lavori pubblicati e infine la colonna sonora del film di Wim Wenders che, nel 1994, li consacra ad una fama internazionale. Lavoreranno molto anche Italia.
Seguiranno post in cui pubblicherò alcuni video delle loro canzoni che preferisco.
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