Ripubblico con piacere il post sulla città di Porto, apparso nel vecchio blog di Lilith: parlerò della città mai espugnata e dei mangiatori di trippa!
Oggi vi parlerò di Porto, la vivace città nel nord del Portogallo, a capital do norte, è un importante polo industriale e tecnologico, ma anche un’antica e affascinante città, con pregevoli aspetti culturali e artistici. Conosciuta anche col nome di Oporto, perché in portoghese si dice quasi sempre con l’articolo determinativo (un po’ come L’Aquila o La Spezia), dunque O Porto poi diventa all’orecchio straniero Oporto. Oramai comunque questa dizione è pressoché caduta in italiano, mentre permane in inglese. Il nome del Portogallo deriva proprio da questa città antichissima, che fu fondata dai romani e deve il suo nome al fatto di essere un porto naturale protetto, alla foce del fiume Douro: il nome antico della città, Portus Cale, passò poi a designare l’intero distretto e quindi l’intero Portogallo.
È dunque la più antica capitale del Portogallo e orgogliosamente mai espugnata e mai conquistata dai Mori che per lungo tempo, dal IX sec., si stabilirono al di sotto del fiume Mondego, nei pressi di Coimbra, confine tra Europa cristiana a nord e Musulmana a sud, nella penisola iberica. Essa si avvale orgogliosamente dell’appellativo di città invincibile, Cidade Invicta, in quanto non sarebbe mai stata espugnata, nemmeno da Napoleone!

Altro appellativo che si dà ai suoi abitanti è quello di tripeiros, ossia mangiatori di trippa, che è il piatto locale più tipico,  vedi le “Tripas à moda do Porto” . Ma non chiedetemi com’è: io, pur essendo friulana, la trippa non la mangio! Si narra infatti che i portuensi (o portuali ?) durante il lungo assedio dei mori alla città, fossero costretti a mangiare anche le interiora del bovino, pur di sopravvivere e questo in effetti risultò vincente!
In realtà su wikipedia è raccontata un’altra storia ma a me, la mia giovane insegnate di portoghese mi raccontò questa versione. Dunque ve la propino! La versione ufficiale è che nella epoca delle esplorazioni (la famosa época dos descobrimentos), gli equipaggi si portassero le scorte di carni, lasciando ai poveri abitanti rimasti a terra, solo le interiora. Perché questo non accadesse a Lisbona o a Sagres non è dato sapersi, dunque io tifo per la versione della mia professora.
Di contro i lisboeti, che gli abitanti di Porto considerano ancora mezzi musulmani, insomma non proprio portoghesi al 100%, son detti alfacinhos, ossia mangiatori di lattuga.
Altra caratteristica dei portunensi, oramai li chiamerò così, è il fatto di essere bairristas. Che significa? Significa che vivono la vita del bàirro, del quartiere, nel senso di comunità: sono socievoli, affabili, chiacchieroni, impiccioni, forse, ma molto simpatici, e dediti allo scambio comunicativo, leggi: al pettegolezzo! Ed è proprio così.
Considerano i lisboeti snob e chiusi e forse hanno un po’ ragione. Attenzione: rispetto agli standard italiani, non pensiate che i lisboeti siano snob, ehhh!!!
L’abitante di Porto è davvero simpatico e propenso alla socialità, questo lo posso confermare!
Porto è una città molto bella e affascinante. Molto raccolta e molto diversa da Lisbona, che invece è piuttosto dispersiva.Il fiume Douro è pure molto stretto, al contrario della foce del Tago che si allarga nel cosiddetto Mar da Palha.
Ha un fascino particolare Porto, raccolto, quasi claustrofobico, e molte persone che la vedono prima di Lisbona, faticano ad innamorasi della capitale che necessita invece di un certo tempo per essere colta, assaporata ed apprezzata. Al contrario, arrivando da Lisbona, Porto ti pare chiusa, un po’ oscura e tetra, se confrontata con la luce e gli ampi spazi della capitale.
Ti consiglio di fare un salto, letteralmente, a Porto: oggi con i voli low-cost, puoi farti un bel fine settimana nella città portoghese, che tra l’altro è anche molto economica.
Due parole d’obbligo sono da spendere sui rinomati Vini del Douro, tutti da scoprire e considerati tra i migliori del Portogallo, oltre che sul pittoresco fiume che scorre tra gli splendidi vigneti, dove puoi fare anche delle romantiche gite in battello.
Inoltre, non puoi perderti una visita alle cantine del Vinho do Porto, il Porto appunto, che si trovano dall’altra parte del fiume cioè a Vila Nova de Gaia. Credimi, merita, come anche la vista sulla Ribeira di Porto, dall’altra parte del fiume.
A me, della città è piaciuto particolarmente il ponte Dom Luís I che collega le due rive. Spettacolare la parte, più alta da percorrere a piedi o con la Metro e vivamente sconsigliata a chi, come me, soffre l’altezza! Esperienza mistica!
Un altro luogo  particolare, che consiglio agli appassionati di musica, di architettura o di entrambe le cose, è la visita alla Casa da Música, l’auditorium più strano che ci sia: un poliedro irregolare di cemento armato! 
Segnalo infine la Livraria Lello e Irmãola libreria più famosa di Porto e tra le più belle d’Europa, al 144 di Rua dos Carmelitas. In realtà di cose da fare e da vedere, da mangiare e da bere, a Porto, ce ne sono tante e per tutti i gusti! Per ulteriori info, vedi qui.
Boa viagem!
La bellissima stazione ferroviaria di Porto-São Bento, interamente ornata da Azulejos.
Praça da Libertade, sullo sfondo la Avenida dos Aliados e il palazzo del Municipio.
Chiesa di Santo Ildefonso, la facciata ricoperta di Azulejos è del 1932
Scorcio di una delle vie centrali.
Sullo sfondo la Chiesa di São Pedro dos Clérigos con la famosa Torre.
Dettaglio nella Ribeira, il lungofiume.
Il Ponte  Dom Luís I sullo sfondo e davanti il ponte stradale in cemento dell'Arrabida.
Scorci del centro storico.
Scorci del centro storico, con la Torre dei Chierici sullo sfondo
Scorci del centro nel quartiere antico della Sè.
Scorci del centro nel quartiere antico della Sé
La Cattedrale (Sé in portoghese)
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