Era da tempo che volevo parlare di Francesco Maino, del suo romanzo, Cartongesso e anche del suo Blog.  Procediamo con ordine.

Cartongesso. Il romanzo d’esordio, anche l’unico al momento, vincitore del premio Calvino 2013. Una rivelazione.
Lo lessi sull’onda della popolarità avuta in occasione di questo premio. Lo lessi per il titolo; lo lessi perché parlava del Veneto e del Nordest, in generale. E il titolo non avrebbe potuto essere più azzeccato. Lo lessi d’un fiato e fu una sorta di apnea. Faticosa e intensa. È difficile spiegarlo, questo romanzo, e per questo lo faccio solo ora, a distanza di diversi mesi.
Esso, il romanzo, non ha una vera e propria trama. Si tratta di una serie di trame sfilacciate che s’intersecano e s’aggrovigliano nel territorio e col territorio.
Il protagonista, Michele Tessari è un avvocato che avvocato non vuole essere e la narrazione ha comunque un sapore fortemente autobiografico.
Di fatto il vero protagonista, che è sfondo e figura, è proprio il Veneto che l’autore racconta. Il Veneto, territorio violato, degradato e degradante. La narrazione è allucinata, con tratti deliranti, deraglianti. Il ritmo stravolgente e travolgente. Però di un realismo estremo e stremante. Qualcuno parla di iperrealismo e in effetti è una immersione bruta dentro la realtà allucinata, stravolta.

La lingua è una neolingua tutta sua, stravolta anch’essa sul piano sintattico, come se mancassero i limiti ad un flusso di coscienza emorragica. Una mistura di veneto local e d’italiano, una lingua affascinante e contorta. Mi chiedo che cosa ne possa capire un toscano o un siciliano. Io che ho dimestichezza con la lingua grezza del Veneto orientale e occidentale, mi sono spesso scompisciata dalle risate.

L’aspetto più amaro di queste risate è l’estraniamento che colpisce chi viene da fuori in questa terra o chi, soprattutto, si sente in essa straniero, esiliato interno. In questo romanzo è protagonista il Veneto leghista, il Veneto materialista, arricchito e trash, volgare e ignorante.

Ma il romanzo non parla solo del Veneto, o al Veneto o in Veneto. Parla di come ci siamo ridotti in Italia, avanguardia di decadenze, plastificati e cartongessati, finti e osceni. E lo fa in modo straziante, dilaniato.

Raccontare di questo romanzo rischia di banalizzarlo e in effetti non l’ho fatto finora proprio per questo, e mi son decisa solo per introdurre questo video meraviglioso che parla esso stesso: un reading di Cartongesso dell’autore-attore, interprete e protagonista.

Poi rimando al blog, ricco di suggestioni e molto generoso: Maino è un autore che si spende molto, trovo.
E nel blog si può scoprire anche il personaggio Francesco Maino, professione avvocato penalista: complesso, sofferto e affascinante. Colto, come i suoi scritti.

Tratto dal Blog FrancescoMaino

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