Altarini votivi nei templi della birra
Ripubblico il terzo capitolo delle Cronache Ceche, apparso nel vecchio blog di Lilith, nel febbraio del 2014. Più che di cronache, dovrei forse parlare oramai di storie, visto che appartengono al passato. In realtà questi post hanno il sapore della cronaca perché sono stati scritti quando vivevo ancora lì o subito dopo.
Qui il post originale.

L’afflato alcolico

Ho già avuto modo di raccontare un po’ di come sono i cechi, per lo meno, come li ho conosciuti e dunque come li vedo io.
Beh, trattasi di persone piuttosto semplici, molto amanti della natura, molto amanti della caccia e della pesca, aspetti entrambi importanti e che non sono in contraddizione l’uno con l’altro: sono due facce della stessa medaglia. Ad esempio, i cacciatori e i pescatori sono obbligati ad una cura dei boschi e dei fiumi, sul piano faunistico ma anche di manutenzione, che in Italia ci sogniamo!
Soprattutto nelle campagne, sono molto legati alla famiglia e alla tradizione, quasi in senso tribale direi, profondamente orgogliosi della loro appartenenza insomma, che comunque mai esibiscono o mettono in discussione. Amano gli sport soprattutto all’aria aperta, anche se lo sport nazionale è l’Hokey su ghiaccio e anche il tennis, direi.

Adorano soprattutto la birra. L’alcolismo è un serio problema nazionale di cui nessuno pare avvedersi, nemmeno al governo, dal momento che almeno nel governo precedente, molti avevano problemi con l’alcool; lo stesso Zeman, il presidente della Repubblica non ha difficoltà ad farsi vedere in evidente stato di ebbrezza.

Nella mia esperienza, limitatissima, posso dire che nel tempo libero le persone e intendo giovani in età studentesca o lavorativa, sono spesso brilli o ubriachi.
Di questo ce ne siamo avveduti in modo del tutto indipendente, tutti gli stranieri, di diversa provenienza e abitudine. Abbiamo notato, un po’ tutti ad eccezione di chi veniva da paesi ancora più ad est o a nord, come fossero tutti o quasi molto ma molto riservati, al limite della inibizione sociale grave e che però una volta brilli diventassero molto loquaci e direi quasi simpatici. Da qui ne possiamo dedurre che l’alcol è un collante sociale, un modo per stare insieme, non diversamente da quanto avviene altrove, per altro; solo che qua è massicciamente diffuso e minimamente messo in discussione.

Insomma l’uso di alcool è problematico ma nessuno pare darvi troppa importanza. Mediamente il ceco, se non è ubriaco è mutacico e poco simpatico, con le dovute distinzioni comunque. Questo è vero soprattutto in campagna e nelle zone rurali.
Tradizionali contenitori in rame per la birra.

Siccome il tasso alcolico permesso per guidare è pari a zero, quando abbiamo chiesto ad alcuni conoscenti: ma non avete paura che la polizia vi fermi? Risposta: nessun problema, in genere sono ubriachi pure loro (i poliziotti)! Ecco, no comment!

Fatto sta, che noi stranieri alla fine abbiamo smesso di uscire coi locali, anche perché se non bevi litri di birra si offendono. Dunque, per evitare incresciose situazioni, abbiamo lasciato perdere. Soprattutto perché non è simpatico accompagnarsi, mettiamo in una gita domenicale, a gente ubriaca!
Una nostra amica spagnola ci raccontò di una surreale gita in canoa sulla Moldava, ove l’unica sobria era lei!
La birra, spesso artigianale, come già ho avuto modo di raccontare in più occasioni, è veramente molto buona ed è quasi oggetto di culto. In questo non ci vedo nulla di male ma credo che la birra la si possa gustare anche in modica quantità, non è necessario ingurgitarne litri e litri! Non siete d’accordo?
Annunci