Di Roberto Ferrucci, giornalista e scrittore veneziano, ho già parlato qui.

Oggi vorrei raccontare di uno dei suoi scritti, di un romanzo che venne pubblicato da Marsilio nel 2007 e che ho appena terminato di leggere. Ovviamente, non scrivo di tutto ciò che leggo ma alcune letture mi impongono una certa urgenza di scriverne, di raccontarne: di condividere ciò che hanno toccato o mosso o smosso.

È difficile ma è necessario parlare di questo scritto. Uno scritto che definirei imprescindibile per comprendere cosa è successo, cosa succede e cosa cambia. E soprattutto cosa non cambia mai, in  questo paese.
Ed è difficile parlarne, soprattutto dopo aver letto la prefazione all’edizione francese di Antonio Tabucchi, pubblicata nell’aprile 2010 col titolo “Ça change quoi”, da Seuil.

“Ciò che è successo nell’estate del 2001 a Genova durante il G8 ha fatto cadere la maschera della “democrazia” italiana. I sinistri fatti accaduti dal 19 al 22 luglio 2001, guardati adesso, assumono un significato che non fu compreso da tutti all’epoca. (…)” Antonio Tabucchi, prefazione all’edizione francese.

Se è vero che molto è stato scritto e detto sugli orrendi accadimenti di Genova G8, in quell’afoso luglio del 2001. È pur vero che questo scritto ha un taglio diverso. È un romanzo ma è anche una testimonianza precisa, puntuale, quasi fotografica. E l’effetto è davvero straniante.

Mentre leggevo nemmeno per un istante ho pensato che l’autore non fosse stato testimone presente ma non è poi così necessario: è pur sempre un romanzo. Questo scritto, un romanzo, un reportage, una storia d’amore, finzione non finzione. Chissà poi cos’è?  È, soprattutto, un’istantanea in un preciso momento della recente storia del nostro paese.

E leggendo mi sono resa conto che di quei giorni, chi non c’era ha un’idea del tutto smorzata, distorta, dai media, dai fatti eclatanti e orribili: Giuliani, la Diaz. Ma sia la cronologia, che la geografia ci sono del tutto estranei nella loro complessità e nella loro tragicità. E nel loro orrore!

E forse, chi c’era fa molta fatica a condividere qualcosa che, da un lato è stato traumatico e dall’altro è diventato narrazione condivisa ma anche ridotta, distorta, distillata dai mass media.

“Esattamente come se nulla fosse cambiato. Ciò fa del libro di Roberto Ferrucci un testo differente, contro corrente, importante, per comprendere o per comprenderci. Forse. Per essere presente, qui e ora, nel tempo che stiamo vivendo, in seno a questa strana Unione europea che, di fronte ai diritti dell’uomo, privilegia la contabilità.”  A. Tabucchi, ibid.

Non resta che leggere “Cosa cambia” di Roberto Ferrucci.

© 2011 by Marsilio Editori® s.p.a. in Venezia Prima edizione digitale 2011 da edizione Marsilio 2007 ISBN 978-88-317-3252-9

 

 

 

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