Forse chiedo troppo…
Eccola lì la solita! Direte, già lo sento.

Ma vorrei, ingenuamente, un mondo dove per strada ci si saluta e non si teme di essere ammazzati, violentati.
Dove ci si saluta, ci si vede, ci si riconosce, a volte. Un mondo di relazioni, belle, brutte… facili, difficili. Ma relazioni, per diamine!
Dove ci si parla dal vivo, ci si parla sul serio. E ci si ascolta, a volte.
Un mondo che non è in cerca perenne di pupazzetti disanimati e allucinati.
Dove il verde è il colore predominante, non il grigio.
Dove non ci sposta necessariamente in auto.
Un mondo un po’ più difficile e faticoso, forse.
Dove la droga non sia l’unica ricreazione possibile.
Dove il tempo è per te, per l’altro e non è denaro, giammai!
Dove il tempo ti appartiene e non t’è usurpato.
Un tempo che è tempo di vita, un tempo da vivere.
Quindi, forse dovrei andare in una Comune sull’Appennino…
E perché le Comuni non sono mai sulle Alpi ma sempre sugli Appennini?
È forse questa la domanda?
Una domanda inutile. Perché la Comune è sempre utopia e Utopia è il paese che non c’è.E mi dicono che la vita è azzardo, un gioco rischiosissimo.Sarà un gioco a perdere?
È forse questa, dunque, la domanda?
Una domanda senza risposta.
Una domanda non utile ma nemmeno inutile.

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