Ripresa?

Consultando le statistiche, con molto stupore e non minore piacere, noto che questo blog ha una sua vitalità,  indipendente da me, che non vi scrivo da oltre un anno!
Questo mi riempie di gioia e mi fa venire voglia di riprendere a scrivere su questo diario virtuale.
Pertanto a presto e arrivederci su queste pagine…

E grazie soprattutto a voi che passate di qua!

BUON ANNO!

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The End

Sono molto felice dell’esperienza che ho fatto con questo blog: è stata davvero una bella avventura, interessante e ricca. La ritengo però conclusa.

Come molte cose ha avuto un inizio, uno sviluppo, non necessariamente lineare, e quindi una fine. In verità, vi sono alcuni post abbozzati, ma non trovo mai il tempo, la voglia o l’ispirazione, che dir si voglia, per concluderli e pubblicarli. Mi pare un chiaro segnale: forse dovrei fermarmi qui. Non escludo che in futuro avrò uno slancio di entusiasmo e di voglia di pubblicare: chi lo sa?
Per onestà  e trasparenza verso chi mi legge, così gentilmente, per ora dico basta e grazie davvero: è stato molto bello! Il blog resta comunque online per chi abbia voglia di leggerlo.

Un abbraccio a tutte e a tutti!

Forse chiedo troppo

Forse chiedo troppo…
Eccola lì la solita! Direte, già lo sento.

Ma vorrei, ingenuamente, un mondo dove per strada ci si saluta e non si teme di essere ammazzati, violentati.
Dove ci si saluta, ci si vede, ci si riconosce, a volte. Un mondo di relazioni, belle, brutte… facili, difficili. Ma relazioni, per diamine!
Dove ci si parla dal vivo, ci si parla sul serio. E ci si ascolta, a volte.
Un mondo che non è in cerca perenne di pupazzetti disanimati e allucinati.
Dove il verde è il colore predominante, non il grigio.
Dove non ci sposta necessariamente in auto.
Un mondo un po’ più difficile e faticoso, forse.
Dove la droga non sia l’unica ricreazione possibile.
Dove il tempo è per te, per l’altro e non è denaro, giammai!
Dove il tempo ti appartiene e non t’è usurpato.
Un tempo che è tempo di vita, un tempo da vivere.
Quindi, forse dovrei andare in una Comune sull’Appennino…
E perché le Comuni non sono mai sulle Alpi ma sempre sugli Appennini?
È forse questa la domanda?
Una domanda inutile. Perché la Comune è sempre utopia e Utopia è il paese che non c’è.E mi dicono che la vita è azzardo, un gioco rischiosissimo.Sarà un gioco a perdere?
È forse questa, dunque, la domanda?
Una domanda senza risposta.
Una domanda non utile ma nemmeno inutile.

Le piccole soddisfazioni degli incontri casuali e inconsistenti

Parigi, Gare della TGV, Aeroporto Charles de Gaulle

Ecco, sì,  ci sono i boschi; ci sono le mucche; ci sono i verdi prati morbidi e ci sono i silenzi. Ci sono le placide acque gelide, assopite e nascoste tra le brume.

Ecco, io però non ci sono,  non son di questi spazi , non appartengo a questi luoghi silenziosi, dove tutto cambia molto poco ed è segnato dall’inesorabile ritmo rassicurante delle stagioni. Nacqui, comunque, in un luogo di campagna e lo ammetto, la campagna non l’ho mai troppo amata.

Perché non muore il fuoco

Ricorreva ieri, 5 gennaio l'anniversario della morte di Tina Modotti a Città del Messico. Ripubblico il post che scrissi lo scorso anno sul vecchio blog di Lilith.

La notte del 5 gennaio 1942, a Città del Messico, in circostanze mai del tutto chiarite fino in fondo, moriva Tina Modotti, fotografa e pasionaria friulana.
In tale occasione il suo amico Pablo Neruda scrisse una poesia a lei dedicata per esprimere il dolore e lo sdegno in relazione all’attacco che la stampa aveva intrapreso sulla sua scomparsa.

L’incipit della poesia è incisa come epitaffio nella tomba di Tina, al cimitero Pantheon dos Dolores a Città del Messico, mentre la parte finale è riportata in una lapide commemorativa, nella sua casa natale a Udine, che potete vedere in questa foto.

Casa natale di Tina a Borgo Pracchiuso, Udine.
Foto qui

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Minister No More!

Ecco il post con cui, sul suo blog, Yanis Varoufakis ha comunicato stamattina le sue dimissioni.

Non più ministro!
Il referendum del 5 luglio resterà nella storia come un momento unico per una piccola nazione che si è ribellata alla stretta del debito.
Come tutte le battaglie per i diritti democratici, la storico rifiuto dell’ultimatum dell’Eurogruppo del 25 luglio porta con sé un caro prezzo. È quindi essenziale che il grande capitale ottenuto dal nostro governo con lo splendido risultato del “No” sia investito immediatamente in un “Sì” a una soluzione più consona: a un accordo che comprenda la ristrutturazione del debito, meno austerità, la redistribuzione per i più bisognosi e nuove riforme.
Poco dopo l’annuncio dei risultati del referendum, mi hanno fatto intendere che ci fosse una certa preferenza per una mia “assenza” da parte dei partecipanti all’Eurogruppo e di altri partner; un’idea che il primo ministro ha considerato potenzialmente favorevole per raggiungere un nuovo accordo. Per questo motivo lascio oggi l’incarico di ministro delle Finanze.
Considero un mio dovere quello di aiutare Alexis Tsipras, nel modo che ritiene più opportuno, per ottenere il massimo dal risultato che ci ha affidato ieri il popolo greco tramite il referendum.
Mi farò carico con orgoglio del disprezzo dei creditori.
Noi di sinistra sappiamo come agire insieme senza curarci dei privilegi che comportano i nostri incarichi. Per questo motivo sosterrò pienamente il primo ministro Tsipras, il nuovo ministro delle Finanze e il nostro governo.
Lo sforzo sovrumano per onorare il coraggioso popolo della Grecia, e il “No” che ha consegnato al mondo, è appena iniziato.

Yanis Varoufakis

The referendum of 5th July will stay in history as a unique moment when a small European nation rose up against debt-bondage.

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