I Jeans di Bruce Springsteen

jeansbruceOggi parlo di Silvia Pareschi e de Jeans di Bruce Springsteen e altri sogni americani”, il suo bellissimo libro di racconti, d’esordio.

Silvia la conobbi quasi per caso, attraverso il suo strepitoso blog  Nine Hours of Separation. Scoprii poi che si trattava di una apprezzata traduttrice: “una delle più note e apprezzate traduttrici dall’inglese.” Così recita la quarta di copertina. Infine la conobbi anche in quanto scrittrice.

Beh ovviamente sarò obbiettivatissima, scientifica direi, nel valutare il suo libro di racconti, uscito la primavera scorsa, per la Giunti, nella collana Scrittori Giunti. Libro che ha avuto anche un certo, meritatissimo, successo e che molto ha fatto parlare di sé.

Come lettrice del suo blog, ho avuto, in qualche modo, il privilegio di seguire da lontano, da molto lontano, la gestazione e la nascita di questo gioiellino. Silvia è una persona vulcanica, coltissima ma anche di una simpatia travolgente e di una schiettezza che trovo disarmanti. Ed ha un senso ironico irresistibile, che a tratti rasenta il comico ed il grottesco.

Insomma Silvia è divertente e mai scontata. Così come lo è anche questa raccolta di racconti che ci narrano un’America inedita, una America mitica ma vista attraverso uno sguardo originale e a tratti sorprendente. Perché, certo, avevo ovviamente delle aspettative molto elevate su questo raccontare ma debbo ammettere che sono state ampiamente soverchiate dallo stupore, provato nella lettura.

I racconti di questi sogni americani sono una decina e spaziano da storie che parlano di Puma e parchi immensi e selvaggi ad altre che parlano di palazzi del porno, passando poi alle declinazioni delle religioni nella East e nella West Coast, a Katrina, per giungere ovviamente ai Jeans del Boss.

Un viaggio attraverso gli States, nei suoi miti, più o meno conosciuti, un viaggio nel tempo e nello spazio. Uno spazio anche mentale che fa tutta la differenza. E la differenza è proprio questa: una lettura veloce e agile, divertente ma per nulla scontata o banale, una lettura che sa anche far pensare, magari accompagnandosi con le note del Boss, il grande Bruce di Born to Run.

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Spiegazione degli uccelli

Un giorno da bambino, all’imbrunire, eravamo in campagna e uno stormo di uccelli si era levato dall’albero di castagno del pozzo diretto verso il folto del bosco, bluastro per via della notte che iniziava a scendere. Le ali battevano con un rumore di foglie agitate dal vento, fogli minuscoli, sottili, innumerevoli, di dizionario, mi tenevi per mano e io ti chiesi all’improvviso Spiegami gli uccelli. Così semplicemente, Spiegami gli uccelli, una richiesta imbarazzante per un uomo d’affari. Ma tu sorridesti e mi dicesti che le loro ossa erano fatte di schiuma di mare, che si cibavano di briciole di vento e che quando morivano fluttuavano a pancia in su nell’aria, con gli occhi chiusi come le anziane durante la comunione. L’idea che cinque o sei anni dopo ti interessassero soltanto i voti di geografia e di matematica suscitava in me una strana specie di vertigine, un’impressione di assurdo, di impossibilità quasi comica, come se il medico indù si voltasse di colpo verso di me e mi dichiarasse di punto in bianco Lei ha un cancro.” (pag. 48).

António Lobo Antunes, Spiegazione degli uccelli. Feltrinelli Ed.

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La MIA amica geniale

“Ma solo per scoprire, nei decenni a venire, che mi ero sbagliata, che si trattava di una catena con anelli sempre più grandi: il rione rimandava alla città, la città all’Italia, l’Italia all’Europa, l’Europa a tutto il pianeta. E oggi la vedo così: non è il rione a essere malato, non è Napoli, è il globo terrestre, è l’universo, o gli universi. E l’abilità consiste nel nascondere e nascondersi lo stato vero delle cose.”

Elena Ferrante, “Storia di chi fugge e di chi resta”.

La saga dell’amica geniale è geniale davvero!

Come slasagaamicagenialeovente capita con ciò che è geniale, il fenomeno Ferrante Elena è ingarbugliato e dannatamente semplice, ad un tempo. Amatissimo all’estero, così come in Italia del resto, ma piuttosto snobbato, come tante delle buone cose nel bel paese. Continua a leggere La MIA amica geniale

Cartongesso

Era da tempo che volevo parlare di Francesco Maino, del suo romanzo, Cartongesso e anche del suo Blog.  Procediamo con ordine.

Cartongesso. Il romanzo d’esordio, anche l’unico al momento, vincitore del premio Calvino 2013. Una rivelazione.
Lo lessi sull’onda della popolarità avuta in occasione di questo premio. Lo lessi per il titolo; lo lessi perché parlava del Veneto e del Nordest, in generale. E il titolo non avrebbe potuto essere più azzeccato. Lo lessi d’un fiato e fu una sorta di apnea. Faticosa e intensa. È difficile spiegarlo, questo romanzo, e per questo lo faccio solo ora, a distanza di diversi mesi. Continua a leggere Cartongesso

Non un romanzo erotico?

Racconto oggi di Silvia, di un colore, l'azzurro, di un blog il suo (di Silvia ma anche del colore) e di un romanzo che non è un romanzo erotico ma un ebook davvero accattivante. Ma andiamo per ordine.

Come incontrai Silvia? Mi imbattei in lei per puro caso in un blog che parlava di expat in Austria. All’epoca mi ero appena trasferita in Repubblica Ceca e pensavo che la vicinanza geografica col paese austriaco definisse anche una sorta di vicinanza culturale o spirituale o, che ne so, una qualsivoglia vicinanza. Niente di più sbagliato.
Ad ogni modo, incontrai questo post che trovai delizioso e divertente: raccontava un’esperienza di una improvvisata e improbabile insegnante di italiano. Mi ci sono subito riconosciuta e ho ammirato l’onestà intellettuale e lo stile ironico e tagliente di chi scriveva.
Quindi iniziai a seguire il blog di Silvia, azzurropillin e da lì a poco capii come mai scrivesse così bene: trattasi di una scrittrice!
Adoro soprattutto il suo stile schietto, immediato, a tratti caustico a tratti intimo, un po’ nevrotico e contorto e uno sguardo fuori dal coro.

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La notte di Lisbona

La notizia della ripubblicazione de “La notte di Lisbona” da parte dell’ Editore Neri Pozza, mi ha davvero resa felice!

Certo che Erich Maria Remarque, scrittore tedesco, conosciuto soprattutto per l’ autobiografico “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, nella sua vita ha dovuto affrontare due tragedie epocali: prima la grande guerra, combattendo al fronte appunto, e quindi la dittatura nazista che lo vide perseguitato e fuggitivo.

Lessi quasi casualmente questo romanzo, che fino alla sua ripubblicazione in italiano recentissima per Neri Pozza, era assolutamente introvabile. Lo lessi dunque in portoghese su consiglio del mio libraio di fiducia a Lisbona, João, proprietario della libreria Fabula Urbis. Continua a leggere La notte di Lisbona

Largo delle Necessità

Ancora una recensione: ma come? Io che non amo parlare di libri, soprattutto perché non ne sono capace! 
Questo di cui parlo è un romanzo breve o racconto lungo di Paola D'Agostino, Largo delle Necessità, che amo particolarmente e che lessi mentre mi stavo trasferendo dalla capitale portoghese. Un libro che mi ha fatto incrociare persone molto belle come Paola, João e Carmo. 
Ho quindi il piacere di riproporlo, lo scrissi nel 2012 su Psiche&Dintorni.

Ma c’è qualcosa qui, una strana alchimia che mescola il passato col futuro prossimo, che intreccia le facciate dei palazzi antichi, ceramica e azzurro intessuti nel disegno a specchi dei grattacieli, costruiti l’altro ieri, con il treno super-veloce che attraversa il ponte in due secondi, mentre più in là, a due bracciate, un altro ponte cade di usura.”(pag.15)

Largo delle Necessità di Paola D’Agostino.

Siamo a Lisbona, quattro personaggi, quattro stagioni. Protagonista: la città e la ricerca di identità, incessante.

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