I Jeans di Bruce Springsteen

jeansbruceOggi parlo di Silvia Pareschi e de Jeans di Bruce Springsteen e altri sogni americani”, il suo bellissimo libro di racconti, d’esordio.

Silvia la conobbi quasi per caso, attraverso il suo strepitoso blog  Nine Hours of Separation. Scoprii poi che si trattava di una apprezzata traduttrice: “una delle più note e apprezzate traduttrici dall’inglese.” Così recita la quarta di copertina. Infine la conobbi anche in quanto scrittrice.

Beh ovviamente sarò obbiettivatissima, scientifica direi, nel valutare il suo libro di racconti, uscito la primavera scorsa, per la Giunti, nella collana Scrittori Giunti. Libro che ha avuto anche un certo, meritatissimo, successo e che molto ha fatto parlare di sé.

Come lettrice del suo blog, ho avuto, in qualche modo, il privilegio di seguire da lontano, da molto lontano, la gestazione e la nascita di questo gioiellino. Silvia è una persona vulcanica, coltissima ma anche di una simpatia travolgente e di una schiettezza che trovo disarmanti. Ed ha un senso ironico irresistibile, che a tratti rasenta il comico ed il grottesco.

Insomma Silvia è divertente e mai scontata. Così come lo è anche questa raccolta di racconti che ci narrano un’America inedita, una America mitica ma vista attraverso uno sguardo originale e a tratti sorprendente. Perché, certo, avevo ovviamente delle aspettative molto elevate su questo raccontare ma debbo ammettere che sono state ampiamente soverchiate dallo stupore, provato nella lettura.

I racconti di questi sogni americani sono una decina e spaziano da storie che parlano di Puma e parchi immensi e selvaggi ad altre che parlano di palazzi del porno, passando poi alle declinazioni delle religioni nella East e nella West Coast, a Katrina, per giungere ovviamente ai Jeans del Boss.

Un viaggio attraverso gli States, nei suoi miti, più o meno conosciuti, un viaggio nel tempo e nello spazio. Uno spazio anche mentale che fa tutta la differenza. E la differenza è proprio questa: una lettura veloce e agile, divertente ma per nulla scontata o banale, una lettura che sa anche far pensare, magari accompagnandosi con le note del Boss, il grande Bruce di Born to Run.

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Palermo e Dintorni

Nel settembre del 2011 facemmo un bel viaggio di lavoro in Sicilia.

In verità, il consorte lavorava e io mi son dedicata a scoprire questa meravigliosa terra. Recentemente ho recuperato alcune foto che in tale occasione scattai: qui le condivido con molto piacere.

Qui sotto: in giro per la città, scatti a casaccio.

Qui sotto invece l’orto botanico: un autentico gioiello!

Infine, alcune suggestive  e toccanti immagini scattate all’interno del palazzo del rettorato, Palazzo Chiaramonte-Steri, che fu anche sede dell’inquisizione: quelli che vedete sono i grafiti dei detenuti.

Le piccole soddisfazioni degli incontri casuali e inconsistenti

Parigi, Gare della TGV, Aeroporto Charles de Gaulle

Ecco, sì,  ci sono i boschi; ci sono le mucche; ci sono i verdi prati morbidi e ci sono i silenzi. Ci sono le placide acque gelide, assopite e nascoste tra le brume.

Ecco, io però non ci sono,  non son di questi spazi , non appartengo a questi luoghi silenziosi, dove tutto cambia molto poco ed è segnato dall’inesorabile ritmo rassicurante delle stagioni. Nacqui, comunque, in un luogo di campagna e lo ammetto, la campagna non l’ho mai troppo amata.

Boemia Meridionale

Siamo in Boemia Meridionale, regione della Repubblica Ceca che, a sud, si incunea tra Austria e Baviera. Si tratta di una terra a vocazione agricola, dai ritmi lenti e dai paesaggi bucolici. Non è molto conosciuta ma presenta percorsi ciclabili molto suggestivi, che si snodano tra dolci colline, verdi prati, laghi placidi, fitti boschi e piccoli villaggi dai delicati colori pastello e atmosfere di fiaba.
Nel cuore dell’Europa e fuori dal mondo!

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Cronache Ceche #3

Altarini votivi nei templi della birra
Ripubblico il terzo capitolo delle Cronache Ceche, apparso nel vecchio blog di Lilith, nel febbraio del 2014. Più che di cronache, dovrei forse parlare oramai di storie, visto che appartengono al passato. In realtà questi post hanno il sapore della cronaca perché sono stati scritti quando vivevo ancora lì o subito dopo.
Qui il post originale.

L’afflato alcolico

Ho già avuto modo di raccontare un po’ di come sono i cechi, per lo meno, come li ho conosciuti e dunque come li vedo io.
Beh, trattasi di persone piuttosto semplici, molto amanti della natura, molto amanti della caccia e della pesca, aspetti entrambi importanti e che non sono in contraddizione l’uno con l’altro: sono due facce della stessa medaglia. Ad esempio, i cacciatori e i pescatori sono obbligati ad una cura dei boschi e dei fiumi, sul piano faunistico ma anche di manutenzione, che in Italia ci sogniamo!
Soprattutto nelle campagne, sono molto legati alla famiglia e alla tradizione, quasi in senso tribale direi, profondamente orgogliosi della loro appartenenza insomma, che comunque mai esibiscono o mettono in discussione. Amano gli sport soprattutto all’aria aperta, anche se lo sport nazionale è l’Hokey su ghiaccio e anche il tennis, direi.

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Český Krumlov

Český Krumlov è una cittadina della Boemia meridionale che si trova vicino al confine austriaco (vedi mappa); è molto conosciuta per la particolare architettura del centro storico e per il castello, oltre ad essere un centro culturale importante, che ospita festival e altri eventi.

La maggior parte dell’architettura del centro storico e della parte adiacente al castello è databile dal XIV al XVII secolo, le strutture sono in stile gotico, rinascimentale e barocco. Il nucleo del centro storico è all’interno di una ampia ansa del fiume Moldava, mentre il castello si trova dall’altra parte del fiume. Il castello di Krumlov è particolarmente grande e raffinato per una città così piccola, per dimensioni è secondo soltanto al complesso del castello di Praga.  (fonte: Wikipedia)
È un centro frequentatissimo da turisti provenienti da tutto il mondo ma è poco conosciuto dagli italiani ed è un vero peccato, perché è delizioso e davvero suggestivo!
A Český Krumlov soggiornò per un periodo, fra il 1910 e il 1911, il pittore secessionista viennese Egon Schiele, la cui madre era nata proprio a Český Krumlov, ed è presente anche una galleria a lui dedicata: l’Egon Schiele Art Centrum.
Consiglio, inoltre la visita al birrificio storico Pivovar Eggenberg e consiglio anche di mangiare al ristorante dello stesso, che ha una cucina tradizionale di qualità, pur essendo enorme e molto frequentato dai turisti.
Per ulteriori informazioni, consulta i seguenti siti: sito ufficiale del turismo a Český Krumlov ; sito ufficiale del turismo ceco.

Le foto che vedete qui di seguito, sono state scattate da me e consorte, la scorsa primavera, ossia nel 2013.

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