Questo post fu scritto sul vecchio Blog di Lilith e parla di una bufala che ricompare di tanto in tanto online, soprattutto sui social, e che attribuisce un testo, non suo, a Pablo Neruda.

A Morte Devagar NON fu scritta da Pablo Neruda.

Chiunque conosca, anche poco, questo immenso poeta cileno se ne potrà ben rendere conto.
Ecco, mi sono stufata di trovare ancora in rete l’attribuzione di questo scritto a PABLO NERUDA. Ricordo che nel 2008 tale testo, attribuito a Neruda, fu letto in Parlamento da Clemente Mastella, in un gesto di plateale sentimentalismo vittimista, in occasione del voto di fiducia che ha portato alla caduta del governo Prodi.
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Martha Medeiros

In realtà l’autrice è Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana contemporanea. Lo scritto in questione, pur essendo carino e avendo un certo sapore new age, non raggiunge gli apici della poesia di Neruda. Riporto il testo integrale che ho trovato in rete, più siti mi danno la stessa versione.

A Morte Devagar

Morre lentamente quem não troca de idéias, não troca de discurso, evita as próprias contradições.

Morre lentamente quem vira escravo do hábito, repetindo todos os dias o mesmo trajeto e as mesmas compras no supermercado. Quem não troca de marca, não arrisca vestir uma cor nova, não dá papo para quem não conhece.

Morre lentamente quem faz da televisão o seu guru e seu parceiro diário. Muitos não podem comprar um livro ou uma entrada de cinema, mas muitos podem, e ainda assim alienam-se diante de um tubo de imagens que traz informação e entretenimento, mas que não deveria, mesmo com apenas 14 polegadas, ocupar tanto espaço em uma vida.

Morre lentamente quem evita uma paixão, quem prefere o preto no branco e os pingos nos is a um turbilhão de emoções indomáveis, justamente as que resgatam brilho nos olhos, sorrisos e soluços, coração aos tropeços, sentimentos.

Morre lentamente quem não vira a mesa quando está infeliz no trabalho, quem não arrisca o certo pelo incerto atrás de um sonho, quem não se permite, uma vez na vida, fugir dos conselhos sensatos.

Morre lentamente quem não viaja quem não lê quem não ouve música, quem não acha graça de si mesmo.

Morre lentamente quem destrói seu amor-próprio. Pode ser depressão, que é doença séria e requer ajuda profissional. Então fenece a cada dia quem não se deixa ajudar.

Morre lentamente quem não trabalha e quem não estuda, e na maioria das vezes isso não é opção e, sim, destino: então um governo omisso pode matar lentamente uma boa parcela da população.

Morre lentamente quem passa os dias queixando-se da má sorte ou da chuva incessante, desistindo de um projeto antes de iniciá-lo, não perguntando sobre um assunto que desconhece e não respondendo quando lhe indagam o que sabe.

Morre muita gente lentamente, e esta é a morte mais ingrata e traiçoeira, pois quando ela se aproxima de verdade, aí já estamos muito destreinados para percorrer o pouco tempo restante. Que amanhã, portanto, demore muito para ser o nosso dia. Já que não podemos evitar um final repentino, que ao menos evitemos a morte em suaves prestações, lembrando sempre que estar vivo exige um esforço bem maior do que simplesmente respirar.

Martha Medeiros 

Tra le altre cose che si trovano in rete, c’è anche una ipotetica versione originale in spagnolo, che però altro non è che la traduzione dello scritto originale che è in portoghese, variante brasiliana. E ora veniamo alla traduzione in italiano.
Riporto questa, che spesso appare anche in versi ma la versione originale non lo è. E la versione originale è anche molto più lunga e argomentata. In questa traduzione che, ammetto, suona molto bene, molte parti sono omesse; la frase finale, che ho evidenziato, infine, non appare affatto nell’originale e, in effetti, poco o nulla c’entra col resto.

Lentamente Muore – Traduzione

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

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